La parte migliore (del discorso) del (nuovo) Presidente della Camera.

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In certi frangenti, in alcuni passaggi – soprattutto quelli più delicati e solenni – credo si debba dare conto della parola detta, soprattutto quella pronunciata in occasione dei momenti solenni e all’interno dell’ufficialità delle massime istituzioni repubblicane. Passate le (troppe) semplificazioni elettorali, le parole d’ordine delle fazioni in competizione, occorre dare il valore, oppure l’esatto contrario, che meritano ai discorsi compiuti, quelli che preludono al corretto (secondo Costituzione), funzionamento di alcuni poteri dello stato, come quello parlamentare.  In tal senso debbo onestamente, da cittadino, ammettere che –  al netto dei ringraziamenti ufficiali e di rito, di formule retoriche rivolte ai cittadini e al merito riconosciuto al percorso svolto grazie al movimento che l’ha portato in quel posto – alcuni passaggi del discorso di ieri del neo presidente della Camera, On. le Fico, lasciano ben sperare.

Vorrei sottolinearne alcuni:

Ed è proprio ai cittadini che penso quando invito a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. […] La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cosa è per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni: in un contesto in cui il rapporto tra il potere legislativo e potere esecutivo continua ad essere caratterizzato dall’abuso di strumenti, che dovrebbero essere residuali in cui poteri e competenze sono trasferite in altre sedi decisionali in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sempre più settoriali e tecniche, dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzare i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale. Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. […] … voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità; per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò  scorciatoie né forzature nel dibattito parlamentare. Un Parlamento centrale per me è un Parlamento in cui i cittadini possono fidarsi e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui vengono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà popolare espressa tramite i referendum…[…].

 

Anche l’accenno concettuale alla differenza tra “costi della politica” comprimibili e “costi della democrazia”, da non intaccare per non compromettere, definitivamente il funzionamento democratico delle istituzioni repubblicane merita una sottolineatura di pregio in quanto frutto di un ragionamento non banale e tutt’altro che non attrezzato.

Per farla breve, poiché il Presidente della Camera dei Deputati, così come quello del Senato, dovrebbero resistere dalla tentazione di entrare merito e nel contenuto delle decisioni politiche dell’aula, se solo l’On. Fico riuscisse nella  concretizzazione di questo preambolo, garantendo la realizzazione delle procedure e del metodo previsti per il raggiungimento del migliore risultato possibile, avrebbe reso il migliore servizio da anni a questa parte alla Costituzione e alla forma vigente, a quella che è ancora, cioè, una democrazia parlamentare.

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